Lasciarsi un attimo prima del lockdown, e da lì scoprire che non si muore per amore

Francesco Campagna

In questa nuova normalità lei mi è mancata, certo, ma lei non c’è. Per decreto. Capisci qual è la mia personalissima, insignificante paura della fase due?

Cara Annalena, alla fine è successo. Proprio una settimana prima della grande riapertura mi sono abituato a questa strana, nuova normalità. Sono tra i fortunati, certo, non ho perso il lavoro, e – cosa più importante – non ho perso nessuno. E ho una fitta al cuore ogni volta che sento il numero dei decessi, ma la verità è che mi sono abituato. Lavorare da casa, uscire il meno possibile, programmare pranzi e cene e videochiamate. Tutto da solo, come una persona adulta. Il fatto è che un mese e mezzo fa avevo davvero pensato di scappare, il più lontano possibile, ricominciare da capo da un’altra parte senza la tentazione di passare sotto casa sua, di implorarla, torniamo insieme, sono cambiato, come si fa a lasciare qualcuno un attimo prima di una pandemia, è la terza guerra mondiale, guarda come mi hai ridotto, cose così volevo dirle. E poi un attimo dopo c’è stata la conferenza stampa di Conte, e il grande isolamento. E in questa nuova normalità lei mi è mancata, certo, ma lei non c’è. Per decreto. Capisci qual è la mia personalissima, insignificante paura della fase due?


 

Gentile Francesco, secondo me ce l’hai fatta. Perché adesso hai solo paura che lei non ti mancherà più.

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