Proust per bambine

Michele Neri

11/01/2019

Proust per bambine

Marcel Proust

Che cosa devono fare i maschi? Parlarmi tanto e non darmi fastidio

Mia figlia più piccola ha nove anni, è in quarta elementare. E’ convinta che farà l’attrice e ritiene che essere intervistati sia una prova di essere famosi. Così l’ho sottoposta al più classico dei questionari, quello di Proust. Ho sostituito o modificato qualche domanda con altre potenzialmente più comprensibili; non credo che abbia risposto ciò che pensava che io volessi sentire da lei.

 

Il tratto principale del tuo carattere?

Sono abbastanza tranquilla e penso prima di agire.

Come devono essere i maschi?

Tranquilli ma divertenti e parlarmi tanto, se sono troppo movimentati, mi danno fastidio.

E le femmine?

Le mie amiche devono essere simpatiche e più affettuose dei maschi.

Come vorresti che fossero i tuoi amici?

Che facciano un po’ di macello, ma non esagerato.

Il tuo principale difetto?

Non assaggio le cose nuove; secondo voi. Io vorrei essere più curiosa delle persone vicino a me; magari lo sono e non glielo dico.

Le tue occupazioni preferite?

1 Leggere. 2 Parlare con le amiche. 3 Ballare.

Che cosa capiscono i bambini che gli adulti non capiscono più?

Che stare fermi non è bello. Bello è muoversi, agitarsi, cambiare posto.

E che cosa capiscono i grandi che i bambini non capiscono ancora?

Che i pericoli sono importanti. Un adulto come la mamma dice: stai attenta alle macchine, perché può capitare un incidente.

Meglio essere maschio o femmina?

Femmina, perché i maschi fanno e basta, giocano a Fortnite. Noi giochiamo, ma poi disegniamo, parliamo, scriviamo storie.

A che età si diventa grandi e perché?

A 22 anni. Perché lavori e hai le responsabilità.

Ti piace la parola responsabilità?

Da uno a dieci… cinque.

Che cosa non capisci degli adulti?

Litigano. Anche noi, ma su cose piccole, loro invece su cose importanti.

Ti è dispiaciuto scoprire che Babbo Natale non esiste?

No.

Il tuo sogno di felicità?

Amiche, libri, LOL, hamburger, film, dormire, spiaggia, mare, famiglia, sole, campagna, stelle cadenti.

Chi vorresti essere?

Un’attrice di film di avventure.

Il colore che preferisci?

Azzurro.

Il fiore che ami?

Il gelsomino perché è profumato.

L’animale che preferisci?

Il cavallo perché è morbido da accarezzare.

Il tuo autore preferito?

Angelo Petrosino della serie di libri di Valentina.

La serie tv preferita?

“Una serie di sfortunati eventi” su Netflix.

I tuoi eroi preferiti nelle storie?

I tre fratelli Baudelaire di “Una serie di sfortunati eventi”.

Un’eroina nella realtà?

Rosalind Franklin. (La biochimica inglese con ruolo fondamentale ma non riconosciuto nella scoperta del Dna –tema di una ricerca scolastica, ndr).

E un eroe?

Obama.

Quale parola ha il suono più bello?

Mare.

Il tuo musicista preferito?

Katy Perry.

Quali sono le notizie del telegiornale che ascolti di più?

Quelle sui morti uccisi. Voglio sapere chi è stato.

Di che cosa vorresti avere sempre una scorta?

Di Plumcake e bustine di Ketchup.

Se la scuola non esistesse, come passeresti le giornate?

Giocando con le amiche, guardando film, leggendo, nuotando e andando in bici.

I tuoi nomi preferiti?

Sabina, Samantha con l’acca e Tazio.

Che cosa detesti più di tutto?

I compiti e quelli del quarto piano (assai rumorosi, ndr).

Il dono di natura che vorresti avere?

Saper recitare.

Se potessi cambiare qualcosa nel tuo fisico, cosa modificheresti?

La fronte. E’ troppo alta.

Il tuo piatto preferito?

L’hamburger di McDonald’s.

Il tuo primo ricordo?

Tornavamo dalla spiaggia. Camminavi davanti a me e all’improvviso ti sei girato e hai continuato a camminare ma all’indietro e allora io ho fatto lo stesso.

Stato attuale del tuo animo?

Tranquillo.

Le colpe che t’ispirano maggiore indulgenza?

Tipo che io mando mio marito a fare la spesa e lui sbaglia a comprare qualcosa.

E quello per cui ne hai meno?

La prepotenza.

Cos’è per te faticoso?

Stare per troppo tempo seduta.

Perché ti piacciono gli unicorni?

Sono unicornosi. Hanno colori bellissimi.

Il tuo motto?

Meglio avere un tetto che niente.


 

Michele Neri è in libreria con “Sospensione” (Centauria)