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Asia Argento e la nuova soap nazionale: le madri imbarazzanti che abbiamo e che siamo

Se neanche i fighi assoluti evitano d’imbarazzarti da piccola, e se esiste l’internet acciocché le madri ordinarie possano sputtanarti in pubblico da grande, essere orfani nullipari è l’unica ambizione sensata?

9 Novembre 2018 alle 15:23

Asia Argento e la nuova soap nazionale: le madri imbarazzanti che abbiamo e che siamo

Foto LaPresse

Cara Annalena,

era lunedì, e stavo intervistando Rebecca Miller: suo padre Arthur fu l’inarrivabile figo che, tra le altre cose, stava con Marilyn Monroe e scriveva robetta tipo Morte di un commesso viaggiatore – e lei mi diceva quanto la facesse vergognare a tredici anni.

Era martedì, e Asia Argento e sua madre cominciavano a rinfacciarsi infelicità familiari su Twitter (come s’intratteneva questo paese prima che Asia Argento diventasse la soap opera nazionale? Leggevamo romanzi russi? Giocavamo a burraco?). Pensavo d’avere una madre impresentabile, poi ho visto Daria Nicolodi.

Ma, se neanche i fighi assoluti evitano d’imbarazzarti da piccola, e se esiste l’internet acciocché le madri ordinarie possano sputtanarti in pubblico da grande, essere orfani nullipari è l’unica ambizione sensata? E tu, come dividi il tuo tempo tra vergognarti di tua madre e far vergognare tua figlia?

Guia Soncini

 

Cara Guia, penso sempre al romanzo di Irène Némirovsky, Il ballo: la figlia quattordicenne esce di casa per spedire gli inviti al ballo dell’odiata madre, e invece di spedirli li getta di nascosto nella Senna. Lo fa per vedere la mamma impazzire di nevrosi mentre, in abito da sera, con i camerieri sull’attenti, l’orchestra pronta, lo champagne in fresco, aspetta ospiti che non arriveranno mai. Del resto ormai sono grande, ho capito che la matrigna di Biancaneve non era affatto la matrigna, era proprio una vera madre imbarazzante. Si specchiava sempre, preparava mele avvelenate, parlava da sola, come molte di noi. Ma in questi giorni c’è nell’aria una primavera: una riconsiderazione dei rapporti, anche un ridimensionamento degli insulti fra madri e figlie. Non ci siamo mai sembrate tanto meravigliose.

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  • carlo.trinchi

    09 Novembre 2018 - 22:10

    Che bello avere una madre qualunque essa sia. Un figlio vede la madre il resto svanisce nel nulla. Il figlio è figlio e la madre è la madre perché da quel corpio fu generato. Altro è la madre che vediamo noi e di cui proviamo compassione e siccome è madre conteniamo i giudizzi e le conclusioni. Altro sono i programmi che le ospitano queste madri ed allora il giudizio è pesante e pesante lo è su chi quei programmi li programma e ne prende ad esempio i conduttori come fossero taxi, torpedoni dove tutto si riconduce al vuoto, al nulla degli usi e costumi che servono per quello che servono poi più niente, e così sia. Quello che noi figli guardiamo sono l’esempio che ci propinano e la voluttà del tutto che passa e ricomincia e nulla ci lascia se non un vuoto che pesa e non riusciamo a colmare. Meno male che c’è skipe che, se non altro ha stoppato, ha fermato un tutto lecito mentre altre televisioni lasciano che i figli guardino le madri ed il giudizio rimane impossibilitato ad uscire.

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