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Il Milan bullizzato

Abbiamo un po’ l’aria di chi potrebbe avere i numeri per fare il liceo classico e si ritrova invece a penare in un istituto tecnico

24 Aprile 2018 alle 11:01

Il Milan bullizzato

Patrick Cutrone (foto LaPresse)

Sabato mattina mi sono svegliato presto, ma non era il 21 di aprile, o almeno non mi sembrava proprio. Il sole era già caldo e io vestito ancora troppo pesante. Doveva essere un normale sabato di inizio primavera, di quelli da trascorrere passeggiando lungo il Naviglio pavese e portando i bambini al parco, o facendo magari una gita in Oltrepò. E invece mi sono svegliato in pieno luglio. Dell’anno scorso. La sera davano il Milan, doveva quasi sicuramente trattarsi di un’amichevole estiva, di quelle buone per prepararsi ai preliminari di Europa League. Che strano, ma l’allenatore non era Montella? Che ci fa il buon Rino, in panchina? Ad ogni modo, mi metto a guardarla incuriosito, benché mezzo annoiato dall’inutilità dell’incontro. Queste partite hanno davvero scarso appeal e in genere dicono poco sul potenziale della squadra. Però però. Quel ragazzino lì davanti, Cutrone?, sembra interessante. Eh, dovrà farsi. Ah ma giochiamo contro il Benevento! Simpatici, appena promossi in A. Toh, ci han fatto gol. Mi sa che la difesa bisognerà iniziare subito a darle una bella regolata, sennò ciao Pep. E chissà quel Bonucci lì se a Milano sarà buono come a Torino. Ma vediamo un po’ gli altri nuovi acquisti. Kessie, un bel marcantonio, va’ che traversa ha preso! André Silva, decisamente un bel fioeul, per carità, ma ci ha la gamba molle e svagata. Kalinic lo stampellone… mah. Biglia, per il momento, non sa né di me né di te, come diciamo al paese. Non che Rodriguez mi faccia presumere orgasmi pallonari, eh. Ma allora giochiamo a due là davanti? Ma il Conti e Çalhanoglu dove sono? Già scalcagnati? Suso tendente al grigio, peccato. Per essere un’amichevole, però, si danno delle belle legnate, gli han cacciato fuori il bestione, a quelli lì, ma i nostri paiono troppo nervosi. E inconcludenti e fuori forma. Certo, perdere contro questi scarponi qui fa un po’ girar le balle. Anche perché non diamo mica l’idea di aver fatto uno scatto di qualità decisivo. Abbiamo un po’ l’aria di chi potrebbe avere i numeri per fare il liceo classico e si ritrova invece a penare in un istituto tecnico, qualche volta prendendo pure gli schiaffi da bulli che saranno sicuramente bocciati. Ma tanto era solo un’amichevole, no?

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