di Guido Vitiello
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Dateci una giustizia diversa
Oggi la congiuntura astrale-governativa, per una revisione in senso garantista, è propizia: succede una volta ogni vent'anni. Non buttiamola al vento (ancora)
di
26 MAR 21

Foto: Tingey Injury Law Firm
Le occasioni per una riforma garantista della giustizia sono rare quasi quanto le eclissi di sole. Serve un allineamento perfetto di corpi non celesti ma terrestri – un ceto politico forte e legittimato, una magistratura ammaccata, un clima di opinione propizio. Cose che capitano sì e no ogni vent’anni.
Ricordo i noviluni più recenti. 1987: l’uomo più popolare d’Italia, Enzo Tortora, è vittima di una campagna di macelleria giudiziaria; promuove un referendum per la responsabilità civile che si trasforma in un plebiscito, ma una classe politica vile si piega all’impuntatura dei pm, e di lì a poco i pianeti si disallineano tragicamente. 2000: l’uomo più votato d’Italia, Silvio Berlusconi, è il bersaglio di un tiro a segno giudiziario; ha in canna i tre colpi dei referendum radicali – elezione del Csm, separazione delle carriere, incarichi extragiudiziari – ma decide di spararli in aria, promettendo che si armerà fino ai denti per le elezioni dell’anno dopo; le vince, ma anche con una maggioranza enorme non fa nulla, e i pianeti si disallineano di nuovo. 2021: il governo meno ricattabile della storia repubblicana, sostenuto da tutti i partiti meno uno, ha davanti a sé una magistratura più screditata della stessa politica; il ministro Cartabia ha le idee chiare, e… vi prego, stavolta dateci un finale diverso. Non aspettate la prossima eclissi.
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