(foto Ansa)

Il Bi e il Ba

Il politicamente scorretto era materia da comici e Trump li ha usurpati

Guido Vitiello

Il presidente degli Stati Uniti si è appropriato di una formula che era usata dai progressisti per ridere dei loro eccessi

Mel Brooks, 94 anni, ha girato un video casalingo contro Trump – il primo della sua vita. Le star di “Seinfeld”, in testa il loro demiurgo Larry David, si riuniranno per una raccolta fondi a favore dei democratici del Texas. Sai che novità, direte voi: celebrità dello spettacolo con simpatie liberal. Ed è vero. C’è però un altro modo di considerare la faccenda. Tre anni fa Mel Brooks disse che un film come “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” oggi sarebbe impossibile, perché gli americani sono diventati stupidly politically correct.

 

Larry David, dal canto suo, sta lavorando all’undicesima stagione di “Curb your enthusiasm”, una serie che ruota intorno ai cortocircuiti sociali quotidiani generati dalla micropermalosità politicamente corretta. Eppure, il disprezzo di questi due giganti della scorrettezza politica per l’uomo che ha fatto della lotta al p.c. la sua bandiera non potrebbe essere più integrale. Evidentemente, hanno in mente due cose molto diverse. Lo si vede bene scorrendo un libro pubblicato quest’anno dal New York Times, “Political Correctness: Too Far or Not Far Enough?”, che raccoglie trentatré anni di articoli sul tema. E’ una lettura spaventosa. Anno dopo anno, assistiamo alla teratomorfosi di una formula, nata come inside joke, con cui i progressisti più snob fustigavano gli eccessi fanatici del loro mondo e diventata per i conservatori “un nuovo Impero del Male, uno spauracchio ingigantito da quel che resta dell’isteria della Guerra fredda”. Fino al trionfo di Trump, che se ne serve come lasciapassare per vomitare insulti abominevoli sugli avversari e sulle minoranze. Naturale che i comici lo considerino un usurpatore, un concorrente sleale.