cerca

Chiamare l'estrema destra con il suo nome

Il laboratorio italiano trabocca di politici che stanno a destra di Almirante ma che a differenza sua non devono neppure fare la fatica di comprarsi un doppiopetto: glielo cuciono addosso opinionisti e politologi

27 Giugno 2020 alle 06:00

Chiamare l'estrema destra con il suo nome

(foto LaPresse)

Lo dico a rischio di sembrare snob: c’è stato un tempo in cui, non capendo un tubo del retroscenismo dei nostri giornali, seguivo l’attualità italiana sulla stampa spagnola. Lo ripeto oggi con la certezza di sembrare snob: il solo libro sulle nuove destre che valga davvero la pena leggere è stato pubblicato qualche mese fa in Spagna e si intitola “Patriotas indignados” (Alianza editorial), ma se elencassi i nomi dei suoi molti autori consumerei metà del mio spazio. Basterà citare il titolo di qualche capitolo per invogliare il lettore: “Alleanze nazionali di classe. Simbiosi tra l’ultradestra e la sinistra radicale”; “Consultazioni di combattimento. La politica referendaria come strategia, 1972-2017”; “Il ’68 capovolto. Il parassitismo ideologico della nuova ultradestra”; “Il laboratorio italiano. La grande sintesi europea”. Tra le molte cose notevoli stipate in quattrocento pagine fittissime, spicca il rifiuto polemico della categoria di populismo – non perché imprecisa, ma perché pavida. E’ quello che l’ungherese Tamas Dezso Ziegler, citato nel testo, chiama “inganno populista”: l’atteggiamento comune a molti osservatori della politica, a metà tra una singolare idea del bon ton e una ancor più singolare idea della neutralità, che fa sembrare sconveniente chiamare l’estrema destra col suo nome. Meglio annacquare i termini e dire populisti. E così, tornando a noi, il laboratorio italiano trabocca di politici che stanno a destra di Almirante ma che a differenza di Almirante non devono neppure fare la fatica di comprarsi un doppiopetto: glielo cuciono addosso opinionisti e politologi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • raffaele@linuxmail.org

    raffaele

    28 Giugno 2020 - 16:26

    Sì, infatti, soprattutto per chi non la vuol capire bisognerebbe corredare il ragionamento con un'antologia (e ci vorrebbe poco) di dichiarazioni di politici (Salvini in testa) ed estratti di articoli dei quotidiani (La Verità, Libero) del cosiddetto centro-destra, che fanno ribrezzo a qualsiasi normalissimo liberale e che un tempo si sarebbero chiamati fascisti senza tanti complimenti; sì i liberali (qualcuno li chiama snob) dovrebbero lasciare queste timidezze alla cosiddetta sinistra.

    Report

    Rispondi

  • Yogurt

    27 Giugno 2020 - 14:29

    Lo vuole un consiglio disinteressato e non richiesto? Torni in Spagna e da lì corrisponda sull'ultradestra in Italia: ma quale snob, fazioso. Non un nome però:Salvini, Giorgetti, Zaia oppure Meloni e altri; cos'ha? Paura? Come a dire lancia il sasso spagnolo e nasconde la mano.Oppure come le ultime righe fanno pensare più che snob (che fa si autocompiace?) sembra un sarto da doppiopetto ma non un nome sui suoi "clientes". L'ultradestra in Italia ha un nome e cognome Fronte Nazionale e andrebbe abolito; poi c'è il contrappeso ai centri sociali, Casapound e anche questa insieme a altri centri sociali andrebbero aboliti.

    Report

    Rispondi

  • branzanti

    27 Giugno 2020 - 12:50

    Un invito da cogliere. Ricominciamo ad appellare la destra reazionaria (spero non sia termine demode') con il suo nome. E, per l'Italia non sto parlando di Casapound.

    Report

    Rispondi

  • ayler

    27 Giugno 2020 - 07:56

    Grazie della segnalazione. Acquisterò sicuramente il volume.

    Report

    Rispondi

Servizi