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La fine della "nostra" storia

4 Giugno 2014 alle 17:22

Nome: Gaetano Tursi Email gaetano.tursi@virgilio.it Città:Portici (NA) La fine della "nostra" storia Sarebbe difficile trovare due istituzioni che da sole possano sintetizzare “un paio di millenni” della nostra civiltà meglio di “matrimonio” e “patrimonio”. Da presidio della filiazione (letterale: “compito della madre”) l’uno, e protezione della famiglia (letterale: “compito del padre”) l’altro, sono oggi diventati: un bizzarro contratto tra socialmente pericolosi cultori della complementarietà di “maschio” e “femmina”, l’uno; becero e sospetto accumulo di risparmio da nobilitare giusta destinazione in misura più o meno graziosa al foraggiamento di una cosa pubblica dal potere tendenzialmente illimitato, l’altro. Si attende ora con ansia la reintroduzione di una bella imposta di successione. Non che sia restato tanto da saccheggiare. Ma il suddito sopravvivente accusa l’implicita condanna al suo orizzonte di valori: come ti sei permesso di studiare, impegnarti, lavorare duro, sposarti, restare fedele, consolidare la tua famiglia, risparmiare per i tuoi figli e la tua vecchiaia fottendotene del pareggio di bilancio? Per molto meno, un muro sbrecciato dopo 40 anni, qualcuno tempo fa teorizzava “la fine della storia”. Sbagliando. La “storia” non è finita. Quella che è finita, è la “nostra” storia.

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