cerca

Non si tratta d’Europa sì o no

26 Maggio 2014 alle 14:00

La crisi dell’Europa si riassume in una sola frase: non può esistere una moneta senza uno stato. Lo si scrive e lo si commenta da anni, ma nulla è cambiato. In una situazione del genere, mai vista nella storia, lo stato più forte è destinato a dettare le regole economiche agli altri, come accade oggi. Non sono in agenda l’unione politica e nemmeno una banca centrale che batte moneta e assume il debito pubblico degli stati. E’ il nulla, non l’Europa; e la contrapposizione elettorale fra europeisti contro anti europeisti suona fasulla. Il voto Italiano, con ideologie e sfumature diverse, vede gli euroscettici (Lega, Grillo, FDI e Tsipras) superare il 30%. Restare nell’euro, che oggettivamente ha avvantaggiato solo i Tedeschi, è un lento suicidio e poche o nulle possibilità di ripresa. Uscire dall’euro significa una svalutazione a due cifre che penalizza i nostri capitali e risparmi, ma con prospettiva di rinascita. Nella situazione data, non ci sono molte possibilità. Spesso i falsi europeisti ricordano che la UE mantiene la pace nel continente. Fino a ieri era vero. Con una crisi formidabile da cui si esce con uno stato che batte moneta e svaluta l’euro, che non è in agenda, aumenterà l’odio fra i popoli e la tentazione totalitaria in singoli paesi si consoliderà. La pace si garantisce con azioni volte al benessere delle persone non con oligarchie che rispondono a uno stato soltanto. Esiste un’anomalia italiana, non c’è dubbio, ma è forte l’anomalia tedesca che ancora una volta domina l’Europa senza comprendere nulla dal passato e sorvola, senza capire, le diversità che esistono nel continente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi