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Forse Napolitano non complottò …

15 Maggio 2014 alle 17:30

Probabile, tenersi fuori da maneggi poco puliti è segno di saggezza e d’acume politico, poi, anche se avesse saputo … il principio di realtà ci consiglia di lasciare ai posteri l’ardua sentenza. Qualche spiegazione? Riavvolgiamo la matassa. Sembra paradossale, ma il trionfo di Onna, col fazzoletto dei partigiani al collo, segnò l’apice del consenso e l’inizio della discesa. Dopo la scissione di Fini e la sfiducia scampata per quattro voti, dicembre 2010, tutto l’establishment di riferimento della sinistra, dai politici alla stampa, dalle Procure alla Confindustria, dai sindacati agli intellettuali antiB, ecc. col compiacente aiuto dei giornaloni liberal e tabloid gossipari stranieri, si mise in moto per il colpo finale. Bisognava predisporre, però, condizioni … ambientali tali da evitare lo scioglimento delle Camere e elezioni anticipate. Uno spread a 560 e il coro assordante delle prefiche di sventura: strumenti molto più appropriati di una sfiducia netta in Parlamento. Che infatti, non ci fu. Ha ragione il Capo dello Stato: situazione politica interna e dimissioni responsabili e volontarie. La Costituzione recita che il Governo si forma in Parlamento, per cui tutto regolare, normale, costituzionalmente corretto, irreprensibile: da Monti, a Letta, a Renzi. Non è stata violata alcuna norma. Neppure a Cesàn Buscùn, la casa dei matti. Cave illos Matteo.

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