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Gli imperatori "pollice verso" e B.

13 Maggio 2014 alle 12:38

Quella del complotto non è una teoria, è una pratica di protocollo in ogni governo. Si va dalla diffamazione in ufficio e nei ministeri, secondo una scala che arriva in alto e in basso fino alle cantine in cui si esercita un minimo di potere. Ovunque siede su un trono o su un tronetto un capo sorge un complotto suscitato dalla superbia e dall'invidia di un successore. Chiunque ti sta accanto e ti suggerisce all'orecchio come guardarti dalle Idi di marzo è quello che per primo intinge il pugnale nelle tue viscere. Perché quindi meravigliarsi che solo ora venga alla luce il complotto che già Freedman aveva svelato contro Berlusconi, senza che la coscienza democratica della nazione abbia provato un sussulto di sdegno e di riprovazione? Obama non ha voluto macchiare di sangue le sue mani e quelle della nazione che aveva accolto ovante il Cav. al congresso, ma i funzionari europei (è lecito sospettare quelli francesi e tedeschi?) non hanno avuto ritegno di cooptare il premio Nobel per la pace nel 25 luglio di Berlusconi. E' inveterato l'odio che gli italiani portano a sé stessi, è la nostra storia di Maramaldi, il nostro destino di nazione aperta a tutte le incursioni di chi voglia, come diceva Guicciardini, conquistarla col "gesso"; nessun Ettore Fieramosca è all'orizzonte, che disfidi francesi e tedeschi in una nuova Barletta, gli altri popoli sono ancora nazione, noi siamo ecumenici e conquistiamo nel mondo il trofeo della "moda", anche nelle idee; ci sarà qualche storico della civiltà che sappia dire cosa significa oggi essere italiani?

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