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Paga. E fa ciò che vuoi.

12 Maggio 2014 alle 14:00

Quaranta anni dopo, “il riscatto del paese cattolico per antonomasia dalla sua arretratezza” e il magnifico approdo nell’ “universo moderno dei diritti e delle garanzie individuali” ha destrutturato il matrimonio creando quell’ampia e pressocché indefinibile area che il Direttore, con felice sintesi, individua non a caso nel luogo del “non-matrimonio”, figura prototipale di ciò che è divenuto il diritto: una costellazione di conformazioni formali ad una declinazione di non-doveri. In questo “luogo” non è solo il matrimonio ad essere destrutturato: il legislatore di volta in volta lo popola di ulteriori non-istituti, a seconda di come a ciascuno pare gli giri, per quanto gli giri, finchè gli giri, purchè gli giri. Questo luogo conosce una sola verità che sfugge al cangiante orientamento degli istinti: l’imposizione fiscale. La grundnorm della modernità è diventata: paga e fa ciò che vuoi. Dal che si deduce che l’indebitamento di ciascuno sarà altrettanto magnifico e progressivo quanto le sorti della “civiltà” dei diritti.

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