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Il dodicesimo Imam

12 Maggio 2014 alle 14:00

Non c'è anti-politica nella società dell'informazione, è solo la consapevolezza che la politica, come forma dell'aggregazione umana, appartiene all'archeologia delle formazioni sociali. Quanto più l'individuo è isolato tanto più appare disgregato il tessuto istituzionale, che è il coagulo delle motivazioni collettive. In mancanza di valori propositivi, l'unica risorsa è il grido, l'urlo, lo sberleffo, tutti i deiettivi fecali contro un potere anonimo e perciò stesso tirannico; nelle curve degli stadi e sulle tribune comiziali il "Vaffa" ha preso il posto della bestemmia, delle "fiche" mostrate al dio invisibile, al quale un tempo si rinfacciava tutto il male patito dai miseri. Napolitano,Renzi, Draghi, Merkel e tutti i volti del santuario europeo sono solo teste di turco contro i quali si sfoga l'impeto delle masse. Il vero Signore del mondo vive nascosto, come un dodicesimo imam che ne regge le sorti e non ha bisogno di rivelarsi fino a quando non sarà giunto il tempo della sua manifestazione apocalittica. La teoria del grande vecchio non è priva di plausibilità, non per l'età sua, ma per l'antichità del suo potere risalente all'origine del mondo.

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