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Televendite finite male

9 Maggio 2014 alle 19:00

Non ho visto otto e mezzo con il Prof. Severino e l’altro, lo sciamannato, ma non dubito del resoconto che ne ha fatto Berardinelli. La Gruber è fuori dalla legge del divenire e non “diviene” mai, sempre uguale a se stessa contraddice perfino il principio che la stessa acqua non torna mai dal punto in cui è passata. Me la immagino la Gruber in ansia per le risposte di Severino. Quando lei dall’ospite vuole solo giudizi telegrafici e negativi sui nemici. Se parla di conserve in scatola o di borsette fa i salti mortali, ma a lui, e non dico chi, ci arriva. Un aiutino: inizia per B. Tuttavia la cifra della trasmissione è quando nello studio o in collegamento presenzia Severgnini. Un tuttologo, un asso del nulla, la quintessenza del politicamente corretto. Peccato che spari banalità tali che io, che non mi reputo un gran che, mi rilasso. Quando li vedo mi sento qualcuno come Pisanello nel film “To Rome with love”. Li adoro.

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