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L'impreparazione della classe dirigente e i rischi che questo comporta

9 Maggio 2014 alle 17:00

Appare sempre più evidente che l'impreparazione culturale di chi ci governa e ci dirige comporta dei rischi terribili. Oggi più che mai si cominciano a intravedere segnali più che preoccupanti. Non solo in Italia. E' inutile discutere sul perché e il per come, la classe dirigente e politica è così perché esprime fedelmente il livello del popolo che governa. Gli esempi sono tantissimi. Dalla cecità dimostrata dai governi occidentali di fronte alla "primavera" araba, alla totale incomprensione occidentale di fronte al problema Russia, dalla Siria alla Nigeria e prima ancora la Libia. I rischi per la pace mondiale sono enormi, ben peggio del post 11 settembre e nessuno sempra in grado di capirci nulla. Le potenze mondiali sono rette da gente che è proprio scarsa e all'Onu si mettono a far la guerra al Vaticano. Intanto i "nuovi diritti" stanno diventando legge ovunque. Ci avviciniamo al disastro immersi in un mare di mediocrità e nel frattempo smembriamo l'uomo dalle fondamenta. Dell'Italia sappiamo tutto, ma ricordiamo solo la vicenda dei marò che descrive benissimo il livello, basso, bassissimo, della nostra azione politica internazionale. Manca proprio la stoffa, manca una visione lungimirante, manca la cultura. Da dove ripartire? Dalle uniche voci che si ergono qualche spanna sopra la mediocrità generale: GPII, BXVI e Francesco.

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