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Gomorrizzazione magnifica e progressiva

9 Maggio 2014 alle 15:02

A tacer d’altro, la gomorrizzazione della società e dell’impegno civile Saviano-Style scontano il fatto che nessuno, sua sponte, si identifica nel colpevole: pertanto, anche in un contesto di connivenza con la sopraffazione e l’ingiustizia, l’esercizio più diffuso - e più o meno consapevole - resta comunque il ricorso alla filosofia della colpa altrui: lo Stato, i politici, gli speculatori, la corruzione dilagante (degli altri)…Ma questo tipo di “letteratura di denuncia” esita sempre in una sterile invettiva moralistico/giudiziaria sull’ “illegalità”, lasciando invece indenne il bersaglio più grosso: il male di vivere della modernità, quello per intenderci descritto da un Cormac McCarthy nel suo “La strada”, dove Scampia vale Londra o New York o Parigi perché al disastro morale di ognuno, che in verità sottende una crisi esistenziale, è sottratto ogni alibi o sovrastruttura di tipo sociologico. Per questo, mentre la lettura dello scrittore e drammaturgo statunitense colpisce lo stomaco ma induce immediatamente a reagire riconciliandosi con sé stessi e con la bellezza dell’esistente, la lettura del Vate Roberto, dopo averti colpito lo stomaco ti impone anche l’imperativo morale che se 40 ragazzi della provincia di Bergamo devono proprio andare in gita a Napoli non possono certo andare a “Napoli”, ma a “Chiaiano, nel fondo confiscato alla malavita ed affidato all’associazione Resistenza anticamorra di Scampia”: tutto very correct, ma cosa hanno fatto di male i 40 per meritarsi questo soggiorno equo e solidale?

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