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Sandro Bondi, l'uomo

24 Aprile 2014 alle 17:30

Nelle persone oneste, appassionate, intellettualmente non prone, che credono nel loro sogno/progetto, senza assurgere alle vette del fanatismo, la delusione, il disincanto, il tormento di quello che poteva essere e non è stato, è un aspetto naturale del loro animo. Perciò, o si continua ad amare soffrendo o si cerca un varco, senza rinnegare, anzi, per riallacciarsi alla visione originaria. Capisco che in politica, i distacchi possano apparire tradimento, ma, mentre per tanti mezzi figuri gioca, ha sempre giocato, il calcolo opportunistico e personale di vantaggi da acquisire o privilegi da conservare, nel caso di Sandro Bondi siamo di fronte ad una categoria che comprende lo strazio e la consapevolezza, per la sua buona fede, di una situazione in cui l’anelito ad una rivoluzione liberale si coniuga alla percezione che Forza Italia non abbia, da sola, la forza politica per realizzarla. E’ uno sbaglio o un errore? I giudizi sbrigativi non mi piacciono.

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