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Sugli altari

23 Aprile 2014 alle 15:30

Ultimamente mi sembra di vedere Papi dappertutto. In edicola e in televisione è un tripudio di Franceschi, di Giovanni Paoli, di Papi Buoni, poster e calendari, rosari, Vangeli e zucchetti fatti in casa. Sparite d'incanto (miracolo!) le antiche tiritere su pedofilia, contraccezione, gay, matrimonio dei sacerdoti, IOR, valori negoziabili e non, Santa Inquisizione e compagnia bella. Sparito pure il peccato (Vangelo secondo Scalfari). Ci sentiamo tutti più buoni, più umili, più sobri, più spirituali. Evviva. Ma come cattolica modaiola non posso che rallegrarmi soprattutto di veder canonizzare un sant'uomo che abitava nei (si presume) sontuosi appartamenti pontifici; che portava camauri, scarpette rosse, mozzette bordate di ermellino e cappelli ornati di passamanerie dorate; che girava in sedia gestatoria con tanto di triregno, croce d'oro e ricamatissima stola; che aveva sediari e gentiluomini, e pure i flabelli, senza che nessuno ne mettesse in discussione la santità o la modestia.

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