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Ordine giudiziario o disordine?

18 Aprile 2014 alle 16:17

La stampa denuncia la situazione della Procura di Milano già nota per le, a dir poco tormentate, iniziative giudiziarie che hanno pesantemente ed unilateralmente condizionato la politica Italiana nell’ultimo trentennio da Craxi a Berlusconi. Se quanto denunciato dal procuratore Robledo rivelasse un sia pur minimo sostrato di concretezza il paese dovrebbe porsi ben altre priorità rispetto a quelle che sta affrontando e che in un modo o in un altro possono trovare origine, al di là di irresponsabili comportamenti personali, in un fisiologico ed incostituzionale sbilanciamento tra i poteri dello stato. I cittadini di una vera democrazia non possono accettare che possa venire messa in dubbio la imparzialità dei giudici ed il rispetto dei codici! Questo s’intende quando si parla dei criteri per la distribuzione dei fascicoli in base all’interesse mostrato dal singolo magistrato o dal peso politico dell’oggetto della indagine e non dagli adempimenti degli obblighi di legge. La longa manus del potere giudiziario è arrivata a condizionare finanche l’industria! Ma il tema più inaccettabile è quello degli incarichi dei singoli in funzione all’appartenenza a singole correnti o a veri e propri partiti ideologicamente connotati! Non sono situazioni nuove ma restano sempre più inaccettabili!

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