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Anche qualche raccomandazione a Renzi non guasterebbe

9 Aprile 2014 alle 13:30

L’Elefantino, e non solo lui, invia a Berlusconi pressanti raccomandazioni che forse guadagnerebbero di efficacia a essergli esposte, più che dal politologo, dallo psicologo o psicoterapeuta: non arroccarsi in una opposizione radicale e isolazionista, cedendo al corruccio e all’ansia per i presenti (e temo futuri) soprusi giudiziari, o distraendosi in contingenze di consenso elettorale; ma pensare il proprio futuro politico in termini strategici, o addirittura storici: conservi l’intesa con Renzi per le grandi riforme, e nessun tribunale potrà insidiargli il riconoscimento di co-fondatore della nuova repubblica. Bene. E Renzi? Anche lui, se pensa il suo futuro nel medio-lungo termine, ovvero in questa e nella prossima legislatura (quanto è appena sufficiente per la revisione costituzionale, più una ripulita alle stalle di Augia della PA) dovrebbe dare una mano a conservare la riforma madre di tutte le riforme bipartisan, la più innovativa e indispensabile, il reciproco riconoscimento tra le opposte parti. Non abusi della sua acrobatica agilità contrattuale manipolando contenuti e tempi, ovvero modifiche degli accordi che la minoranza PD gli mette tra i piedi appunto per sabotare lo scandaloso connubio; o esaurirà il credito di fiducia di cui il maggior imprenditore e politico degli ultimi decenni lo ha onorato, e gli darà una motivazione politica per l’Armageddon che lo tenta nei giorni bui delle scadenze giudiziarie. In politica non c’è obbligo di mantenere la parola data, ma a volte conviene.

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