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La ragione moderna e l'irragionevole fanatismo apocalittico degli ambientalisti

7 Aprile 2014 alle 18:34

Grazie per avermi dato l'occasione di rileggere e leggere per la prima volta con mio figlio il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI. Ho chiesto a mia moglie di procurarmi una cornice per queste due immense (80x60) pagine che presto domineranno il nostro salotto. Camillo Ruini ci ricorda che Ratzinger nel suo discorso non dice di rifiutare la ragione moderna, bensì di ripensarla dall'interno e così aprirla al futuro, superando le sue chiusure. La scienza che esclude dalla propria ricerca e sviluppo il problema Dio e gli interrogativi propriamente umani, cioè quelli del "da dove" e "verso dove" spostandoli nell'ambito del soggettivo, è una scienza limitata, ridotta. Papa Benedetto non chiede di tornare indietro a prima dell'illuminismo."Non ritiro, non critica negativa è dunque l'intenzione; si tratta invece di un allargamento del nostro concetto di ragione e dell'uso di essa." Ho letto poi l'inserto di Piero Vietti "Il nemico siamo noi" a proposito degli ambientalisti che accusano l'uomo che con i suoi cattivi comportamenti (costruttore di fabbriche, autostrade, aeroporti e linee ferroviarie), sta ammalando e lentamente uccidendo la Madre Terra e, quindi, secondo questi adoratori di Gaia, per evitare una catastrofe planetaria prevista tra qualche anno (è la scienza moderna che lo dice, la stessa che è alla base di quel progresso che starebbe uccidendo il pianeta) il colpevole uomo dovrebbe decrescere felicemente, rinunciare al progresso e tornare indietro abbracciando una vita etico-etnico-equo-sostenibile. Ebbene, sono giunto alla conclusione che il fanatismo apocalittico degli ambientalisti non ha a che fare né con la ragione moderna e nemmeno con la rottura tra fede e ragione, è semplicemente una grande rottura di palle.

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