cerca

Stefano Rodotà

1 Aprile 2014 alle 16:00

Tiene a precisare che lui è "un vecchio signore che qualche libro l’ha letto e un po’ conosce la storia". Queste qualità lo portano ad affermare: "… il risultato sarebbe un’alterazione in senso autoritario della logica della Repubblica parlamentare che sta in Costituzione. E dovremmo stare zitti?". Non vedo alcuno che lo voglia far tacere. Parla, firma, rilascia interviste a volontà. Il vecchio signore, non afferra, non vuol capire e, siamo buoni, non può capire perché non ha aggiornato i suoi strumenti culturali, che è finito il tempo “della logica della Repubblica parlamentare”. Finita per auto estinzione da inefficacia politica continuata. Che a Lui possa piacere è legittimo. Che se la tenga stretta, come il bambino, l’orsacchiotto, è comprensibile. Mio nonno, ottantacinque anni nel 1946, diceva in casa che era nato col Re e che non voleva morire repubblicano. Niente da eccepire. Dopo il Referendum sposò la tesi dei brogli messi in piedi dal socialista Giuseppe Romita. Un caro vecchio signore, un Rodotà d’antan.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi