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La cognizione del dolore

31 Marzo 2014 alle 18:00

Reintitolo in tal guisa lo stupendo pezzo di Annalena Benini, del resto anche lei sicuramente si è ispirata al capolavoro di Carlo Emilio Gadda, che da solo vale infinitamente di più del prezzo del giornale intero, se vogliamo parlare anche di ciò che vale il giornalismo di altissima qualità, e di come dovrebbe essere pagato. Parlo di cognizione del dolore, perché di fronte all'inevitabilità dei nostri ripetuti tradimenti, c'è sempre qualcosa da confessare, Gesù disse che per tradire la propria moglie basta guardarne un'altra con concupiscenza, cioè con il desiderio di possederla, questa è l'unica posizione veramente umana e intelligente. IL dolore del proprio peccato, esercizio eminentemente quaresimale, il bisogno di essere perdonati, altrimenti tutti i rapporti salterebbero immediatamente, il non battere sempre il petto degli altri che ha portato il nostro paese alla rovina, all'incapacità di ripresa, all'ingovernabilità. Adesso ho travalicato, perché quello che più mi ha interessato di questo pezzzo del Foglio è la mia esperienza personale di peccatore cattolico, un po' diciamo alla Langone. Grazie Annalena!

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