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Un bel gioco dura poco

13 Marzo 2014 alle 15:45

Il sulfureo Rino Formica torna alla carica, con argomenti presi per mano e condotti dove vuole lui, cercando d’istillare, un po’ surrettiziamente, il sospetto, che se una sola Camera non è capace di fare una legge costituzionalmente corretta, questo sarebbe l’anticamera della fine della democrazia. Poi, perché si definisce incostituzionale? Non esistono nell'ambito delle opinioni a riguardo, elementi tali da dare una risposta unanime. Il Porcellum fu pensato e ripensato, Camera e Senato; poi s’è scoperto, dopo dieci anni, che non era costituzionale perché alterava lo spirito originario della Carta. La funzione salvifica della camera di ripensamento, evidentemente non servì a niente. Non solo, ma in barba alla vulgata, se avesse potuto, l’establishment politico lo avrebbe mantenuto volentieri. Rino Formica Gioca abilmente sulle contraddizioni del nostro sistema istituzionale concepito nel 1947, su presupposti politici ormai morti e defunti, per invitarci a tenercelo così com’è, perché tutto sommato non saremmo capaci di gestirne uno diverso. Il paradosso è intrigante e divertente, sed, est modus in rebus. Appunto, forse scherza, come, volendo dire il contrario, scrive chiudendo il suo intervento su ll Foglio, ma diventa noioso. Capita anche alle menti più geniali quando s’innamorano di se stesse.

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