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L'obbedienza è ancora una virtù

12 Marzo 2014 alle 19:50

Provate a leggere gli scritti di Don Luigi Giussani, fondatore e anima del Movimento di Comunione e Liberazione. Quando c'era da obbedire ad un Vescovo, che ad esempio a Milano era Mons. Montini, futuro Paolo VI° lui non sentiva diminuita la sua libertà obbedendo prontamente, come gli angeli che hanno le ali appositamente, anzi accresciuta e migliorata. Qualche volta qualcuno crede con validi argomenti di avere veramente ragione rispetto ad esempio alle direttive del capo sul lavoro. Il Gius diceva che se intanto è il tuo responsabile chi ce lo ha messo, che è Dio secondo il Catechismo di San Pio X, avrà avuto qualche ragione e il tuo può essere semplicemente un peccato di superbia, di miopia. Tuttavia nei casi che uno ha ragione davvero, come capita spesso a Giuliano Ferrara, se appartenesse alla Chiesa dovrebbe prima obbedire. La realtà successivamente nel tempo gli darà pienamente ragione con tutti gli interessi del caso. Se obbedissimo l'Italia andrebbe meglio, funzionerebbe con più ordine. La chiesa non è una democrazia, bensì un regime militare, per questo si è mantenuta nei secoli a differenza dell'Impero romano, del Sacro romano impero, del fascimo, del nazismo e della DC. Non posso dire lo stesso per il comunismo che particolarmente in Italia si manifesta in altre forme perverse e occulte.

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