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Il lavoro

4 Marzo 2014 alle 16:30

Il nodo sostanziale è culturale e politico. Culturale: considerare il lavoro, un diritto divino e contemporaneamente demonizzare l'impresa privata, fonte di lavoro. N’è conseguito che "il lavoro" è sostituito dal concetto del "posto di lavoro", si passa cioè da un’opportunità per produrre risorse a un vincolo sociale. Politico: ricercare e ottenere consensi attraverso la possibilità di creare "posti di lavoro" e proteggerli, a prescindere. La miriade sterminata di aiuti statali alle grandi imprese, pubbliche e private, penalizzate dal mercato per insufficiente competitività e cattiva gestione aziendale, non serviva a difendere il "lavoro" ma a creare consenso per i difensori dei "posti di lavoro". Non se ne esce in tempi brevi.

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