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Un pensiero da niente

3 Marzo 2014 alle 14:00

(L'ottimo Jack O'Malley non se la prenda: lui è l'"eccezione"). Dopo quello che fatalmente irrompe - massimamente il lunedì - e che si nutre delle imprese di 22 signori ed un pallone, c'è solo un genere giornalistico che supera in vacuità la produzione di tanta ovvietà ex post e di tanta banalità venduta con sapiente acume specialistico (tale è l’effetto del debordante condimento di semantica "gergale"): è il genere "politica internazionale" che, massimamente ad ogni "lunedì" di un evento bellico, tracima di analisi, interviste, quadri sinottici, sintesi storiche, interpretazioni socio- economico- politico di tale respiro che il povero lettore (quello privo, nella generalità, di quei due o tre master in Storia, Geografia politica o Relazioni internazionali - indispensabili tanto per l’autostima che per la stima altrui) delega a tanta scienza di terzi la comprensione dei fatti, e tiene per sé, nel pudore del proprio piccolo “io”, un pensiero da niente: da quando Mr. Obama ha fatto fuori lo "sceriffo", indiani e caw- boys, invece di amarsi vicendevolmente, se le danno di santa ragione ad ogni occasione.

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