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Fuori dalla palude o basso impero

28 Febbraio 2014 alle 09:00

È comprensibile che tutti gli establishment intellettuali, dei media giustizialisti, manettari e moralistici col prezzemolo dei giornalisti collettivi e delle lobby burocratiche, ministeriali e periferiche, vivano l’incubo che i voti di FI possano diventare utili e decisivi per strapparli dalle loro sicure e confortevoli tane. Il terrore diffuso, dentro e fuori, è che il Pd di Renzi cessi di essere il baluardo politico dei loro status. L’impedimento reale al cambiamento strutturale dello Stato e del sistema: parlamentarismo totale, burocrazia padrona degli atti del Governo e del potere legislativo, consociativismo, poteri d’interdizione che vanno dalle circoscrizioni ai consigli regionali, ai sindacati, ai movimenti dei Nimby e il potere senza controllo delle procure, era dovuto al coinvolgimento ubiquitario, trasversale degli interessi panpartisan di milioni e milioni di soggetti che ne sarebbero stati toccati. Se non si capisce questo, si gira vuoto. Tutti questi soggetti sono i nemici naturali di Matteo Renzi. Ignazio Marino:”Blocco la città”. Tolto di mezzo lui, si punta a ridisegnare un Pd pronto ad accogliere Grillo tra i suoi padri nobili e, a perpetuare lo status quo. Disegno criminale e imbecille, nel prossimo Parlamento i cittadini grillini saranno ininfluenti.

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