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Rispettare i vecchi, si, ma largo ai giovani

27 Febbraio 2014 alle 13:50

Come l'antinomia uomo-donna, così la dicotomia vecchio-giovane ci porta fuori strada, dato che le poche dicotomie che io condivido sono quelle intelligente-cretino, passionale-freddo, talentuoso-sregolato, competente-incompetente. In realtà la classe politica che sia vecchia (nell'età e dentro il cuore) lo si evince in ogni momento della sua azione parlamentare o amministrativa, e peggio ancora anche la classe burocratica non è che risponda ai requisiti dell'Erasmus. Tuttavia l'esperienza e la capacità di esprimere saggezza e moderazione sono doti presenti in maggior tono nelle persone meno giovani, cui invece spesso fa vacatio l'energia e la volontà di raggiungere risultati, lottando con le armi della trasparenza e della comunicazione efficace. Quindi, oltre alla obiettività sui valori cui ciascun singolo individuo è portatore, è "il rispetto" la variabile più significativa che deve essere presa in considerazione. Il rispetto. Ma questo, tuttavia, lo si deve anche a un giovane di 39 anni, che sarà pure ambizioso, ma che da come lo stanno trattando all'interno del suo stesso partito, dimostra l'assioma che comunque "ai vecchi" - non di età, ma di contesto - per togliergli la sedia da sotto il sedere, non è sufficiente il piede di porco ed una spinta per far leva, ma ci vuole come minimo una sega atomica ad emissione di protoni.

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