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Il fardello del democratico

26 Febbraio 2014 alle 11:45

Ho ascoltato la dichiarazione di voto dell'on. Roberto Speranza (PD), tristemente infarcita di luoghi comuni (compreso il riferimento alle cattiverie dei Cinque Stelle "sulla pelle" della presidente Boldrini). Quando ha ripreso la citazione renziana di Don Milani, definendo il "farsi carico" come caratteristica dell'agire del Partito Democratico (naturalmente contrapposta al "me ne frego" di altre scuole di pensiero), non ho potuto fare a meno di ripensare a Kipling e al suo "fardello dell'uomo bianco". In questo caso, il fardello dell'uomo (del Partito) Democratico, che per un senso di superiorità morale e intellettuale si assume il ruolo di colonizzatore in terra di selvaggi (percettori di rendite finanziarie, anziane proprietarie di BOT, imprenditori delocalizzatori, evasori, nemici o critici della magistratura, degli insegnanti, delle donne, dele nozze gay, del gender e dello ius soli, ecc ecc). Un atteggiamento colonialistico-missionario-didattico che ho sempre trovato in massimo grado irritante, e di cui spero che Renzi, finiti i proclami, possa fare a meno. Glielo auguro, appunto con gli ultimi versi della poesia di Kipling, che sembrano scritti appositamente per lui: "Basta coi giorni dell’infanzia – / L’alloro offerto con leggerezza, / La lode facile e non lesinata. / Mette ora alla prova la vostra maturità, / Per gli anni ingrati che attendono, / Reso cauto da una dura esperienza, / Il giudizio dei vostri pari!".

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