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Il debutto

25 Febbraio 2014 alle 17:45

Chi iniziò a parlare agli elettori fu Berlusconi che introdusse lo slogan “il teatrino della politica”. Bossi, in altro modo fece lo stesso. Poi venne Grillo, che però, per volontà sua, conta meno del due di picche. Ora Renzi, in modo “irrituale” fa lo stesso. Parla alla gente e non ai senatori della repubblica. Chi vuole consenso fa così, piaccia o no, perché la distanza fra potere ed elettori è enorme. Matteo Renzi ha contro, come tutti i riformisti, le potentissime lobby dello stato, che non possono retrocedere pena l’estinzione. Chi è contro Renzi, penso alla sinistra comunista del PD ma anche altri non specificatamente di sinistra, è giocoforza in sintonia con i boiardi di stato che generano consenso. Non è una lotta, come a prima vista sembra essere, fra concezioni diverse di sinistra. E’ una lotta senza colore politico fra chi vuole lo status quo e chi no. Se non passerà la riforma della legge elettorale, come dice argutamente Cerasa, Renzi non avrà l’arma per rovesciare il tavolo ed andare alle urne. Allora che farà Renzi? Se è coerente farà saltare il tavolo comunque. Meglio il voto col proporzionale che diventare bollito. Spero faccia un pensierino per fondare un partito suo. Raccoglierà molti voti da ogni dove, magari non il mio perché non voterò mai nessuno con un sistema proporzionale (Europee escluse). Oggi ha il carisma che ebbe Berlusconi nel 94, non lo sciupi.

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