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I discorsi per la fiducia

25 Febbraio 2014 alle 17:00

Commenti a dritta e manca, sopra e sotto, la fiera delle vanità, il trionfo dei puntuti, permalosi e delusi, il solito cane che si morde la coda. Bello? Brutto? Ovvio che dipende. A me è piaciuta, l’estetica complessiva, irrituale e verbale. Contenuti? Ma facciamola finita! Nelle cose da fare, indicate chiaramente, ci sono tonnellate di contenuti. Dove trovare le risorse? Domanda aizzatrice e provocatoria, fine a se stesa. Ciascuno vorrebbe che si trovassero nelle tasche degli altri. Spetta al Pier Carlo Padoan proporre al governo le coordinate geografiche dei luoghi. La statistica spiega molte cose. Infatti, chiarisce: facendo cento i soggetti, singoli o collettivi, che l’attuazione del programma economico/politico di Renzi, ridimensionerebbe o minimizzerebbe nei loro privilegi e poteri, resterebbe nella rete il settanta per cento di coloro che vivono, variopintamente distribuiti, nell'area di sinistra e/o di riferimento. Non è un caso che Fassina contesti e respinga un orientamento di politica economica che allontana “dalla cultura dell’intervento pubblico”. Perifrasi politichese che sottintende: sempre più stato. La stella polare bipartisan dal 1970. Sembra che, o intoneremo il De profundis oppure dovremo scrivere la Renzeide. O nella fossa o in cielo, tertium non datur, sarà comunque vada, l’uscita dalla palude.

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