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Se 56 tipi digender sono pochi

18 Febbraio 2014 alle 20:45

La casa madre di Facebook non poteva restare sorda alle sirene della teoria "gender". Infatti la settimana scorsa Facebook Usa ha dato la possibilità, a tutti quegli utenti che non si identificano con le opzioni “maschio” e “femmina”, di scegliere fra 56 diversi modi afferenti al “gender” per autodefinirsi. L'iniziativa, così dicono, permette a tutti di sentirsi a proprio agio «con il proprio vero e autentico sé». Ecco allora i “genderqueer” (gender al di fuori di maschio/femmina), i “genderfluid” ( tra maschio e femmina), i “pangender” (che rigettano un singolo gender) e perfino gli “agender” (che rigettano tutti i tipi di gender). Allora mancherebbe anche l’opzione “non-gendered identity” ! Infatti molti hanno scritto a Facebook arrabbiati perchè si sentono ..... discriminati. Poi è scoppiata la polemica dei "pronomi personali" lui, lei, loro. Ce ne vogliono dei nuovi perchè questi srebbero già vecchi. Come è possibile, con queste basi, insegnare a scuola questa teoria ? Il Ministero si rende conto di cosa significhi aprire a queste "novità"?

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