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I parolai

18 Febbraio 2014 alle 16:01

“All'Economia basta tecnici, ci vuole un politico!”. In una repubblica parlamentare i voti per approvare una legge sono in Parlamento e, sono sempre voti politici. In teoria, anzi per prassi democratica è un assunto ineccepibile. Non c’è tecnico che possa sfuggirvi. Massime per il settore economico in cui si concentra la raccolta del consenso. Il problema è quale idea, consapevolezza e modello di economia abbia intenzione di sostenere il politico/economico. Ma non è finita, ad ogni proposta, anche quelle che le necessità impongono pena la catastrofe e su cui l’accordo è larghissimo, il politico deve accoppiare il “come”. Qui mi casca l’asino. Non c’è politico che possa sottrarsi alle esigenze del partito di provenienza, a sua volta legate all'elettorato di riferimento, reale o supposto. Non si scappa, il core è quello. Il “come” è l’avverbio di modo più odiato dai politici perché costringe ad uscire allo scoperto. Per il tecnico, invece, è il nocciolo del modus operandi che la situazione detta. Come farli coincidere? L’esercizio del compromesso è arte nobile e necessaria, ma da noi prevalgono gli istinti, i rancori, i desideri di rivincita, i luoghi comuni, i macigni ideologici, o spacciati per tali, il clima da tifoseria, il moralismo come arma letale m e manca maturità politica, quella che pragmaticamente soccorre nei momenti difficili, per cui ogni ipotesi di collaborazione diventa “inciucio”. Il quadro in cui Renzi dovrà muoversi è questo.

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