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Sull’ennesimo processo, al solito noto

11 Febbraio 2014 alle 20:00

C’è chi confida fideisticamente nella giustizia. Chi, come un dogma, ribadisce che un innocente alla fine non può non essere che riconosciuto tale. Salvo poi constatare che i dogmi non sempre coincidono con la realtà. E infine, c’è chi pensa che razionalmente, e forse con un po’ di rassegnazione, sia semplicemente l’imprescindibile e necessario male minore. Un male minore, quindi. Ma allora mettiamola così: non è peggio “sentirsi protetti dalla rassicurante inadeguatezza dell’umana giustizia”?

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