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La strada obbligata: alzare i toni

4 Febbraio 2014 alle 21:00

Le europee s’avvicinano. Grillo e Casaleggio sono terrorizzati di perdere quella parte dei loro elettori che provengono da sinistra. Quanti siano con precisione non si sa. Dopo l’attacco ai partiti, iniziato da tempo, non resta che prendersela con le figure istituzionali e mediatiche. Saltimbeccano tra Costituzione e rivoluzione, tra la rabbia degli scontenti e le cupidigie dei loro parlamentari, tra gli endorsement del Fatto e le critiche dei giornaloni. Hanno oltrepassato il punto del non ritorno. Il Parlamento sovrano ha stabilito che la legge elettorale in discussione non ha profili di incostituzionalità, Grillo insiste che è incostituzionale. Strada obbligata. Intendiamoci, lo spazio per Grillo esiste, elettori delusi e schifati di tutti i partiti, la crisi economica che morde i polpacci, le oscenità di un parlamentarismo imbelle sottoposto a ricatti politici e mediatici, i bizantinismi stucchevoli dei palazzi, ecc. Sembra paradossale ma gli unici rimedi concreti, oltre i lamenti logorroici, accuse di anti-democrazia e teatrini vari, che giovano solo a chi ci vive sopra e non agli interessi degli italiani, sono nelle mani del Governo Letta e della maggioranza che lo sostiene. Se porteranno a casa, senza i voti determinanti del M5S, la riforma elettorale, nella versione attuale, se faranno nascere il nuovo Senato nei termini previsti e se risolveranno, in modo non consociativo, i nodi del titolo V°, per i grillini e corifei sarà notte fonda. Se invece Governo e soci tireranno a campare, allora Grillo sarà pienamente legittimato ad ogni intemperanza. Oddio, non solo Grillo.

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