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Quel che preoccupa del caso Electrolux

29 Gennaio 2014 alle 14:30

E' l'idea che il reddito e il salario non è un dato costante o sempre crescente ma è soggetto a leggi economiche. Non è azzardato pensare che il minor reddito degli operai si trasformi in minori opportunità di guadagno per tutto l'indotto. Non mi sentirei proprio di definire tale situazione "decrescita felice". L'Italia con i suoi alti costi del lavoro dovrebbe competere sui mercati con prodotti di "fascia alta"; non sempre però tali prodotti offrono un vero valore aggiunto percepito dai consumatori e con la crisi i consumatori hanno ridotto certi tipologie di spese: ecco spiegata la crisi degli elettrodomestici. Preoccupa però l'atteggiamento di quella parte di politici ed opinione pubblica che anzichè di sfruttare nuove opportunità ad esempio la TAV o il nucleare, che sarebbe nuovo per l'Italia in quanto mai implementato, si limita a dire no. In questo contesto chiedere agli imprenditori di fare la loro parte, cioè di investire, rischia di essere inutile. Pensiamo ai sindacati che hanno chiesto a Fiat di investire. Ma se il reddito cala, ci sono miriadi di divieti ed ostacoli all'uso dell'auto ed in più in Italia si aspetta di pagare tasse sugli immobili di cui non si conosce il nome ma si sa che saranno ancora più elevate come fare ad investire in beni durevoli? Vorrei, al contrario, sottolineare come in Germania sono state realizzate autostrade prive di limiti di velocità e di pedaggio che consentono di utilizzare appieno le veloci e potenti auto "made in Germany". Questa è un'ottima e concreta dimostrazione del "fare sistema" che in Italia riesce (talvolta) solo a parole.

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