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Metafora alata

29 Gennaio 2014 alle 13:08

Non vedo simbolismi apocalittici nella vicenda del gabbiano, anche se lascia perplessi la colomba del Vescovo di Roma che appena liberata viene aggredita dal “perfido” gabbianaccio. Tutto sommato un fatto marginale che però ha il pregio di poter essere utilizzato come metafora della chiesa latina d’oggi. L’enfasi sul terzo mondo, pauperistica, l’accoglienza ai musulmani e agli animisti che scivola (è molto facile) nell’irenismo già moto diffuso presso le persone pie e le parrocchie non sono un fatterello secondario. Le culture non sono tutte uguali tantomeno le religioni e affermare il contrario è falso. Punto. Anche i lupi sono affamati e devono nutrirsi, ma restano lupi e per quelli occorre molto discernimento che fatico ad intravedere nel cattolicesimo protestante attuale. Non basta essere colombe occorre essere anche prudenti come serpenti. La prudenza è una virtù evangelica al pari della carità. Virtù, quest’ultima, sbandierata, spesso a vanvera, per nascondere l’assenza di giudizio. Basta rileggere due sole prolusioni di Benedetto XVI: La lettera in risposta a Odifreddi e il “mitico” discorso di Ratisbona. Noterete identità e molta prudenza accompagnata da carità. Un cerchio perfetto. Questo detto da un pessimo cristiano, che forse dovrebbe tacere.

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