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Italicum

27 Gennaio 2014 alle 19:00

Il secondo turno dell’Italicum rischia di fallire lo scopo di allargare la base elettorale del vincitore. Infatti al secondo turno, anche per la mancanza dell’effetto aggregante costituito dalla possibilità di nuovi apparentamenti, che sono invece possibili nelle elezioni comunali, voteranno (a parte la fisiologica diminuzione di votanti) essenzialmente i sostenitori dei due poli rimasti in lizza e voteranno presumibilmente nelle stesse proporzioni del primo turno. Nell’esasperazione partigiana della politica italiana difficilmente i sostenitori del terzo polo si piegheranno a votare uno degli altri poli “nemici”. Specialmente perché il voto di quello che presumibilmente sarà il terzo polo, escluso dal ballottaggio, è un voto di protesta, più portato all’astensione che al sostegno dei deprecati “politicanti”. Dunque al ballottaggio chi prevarrà avrà ottenuto un po’ più del 50% dei voti, ma in realtà lo stesso numero (forse un po’ meno) di voti di quelli già ottenuti al primo turno, cioè meno del 30% dei votanti e vicino al 20% degli aventi diritto al voto. Legittimazione popolare molto bassa per avere il diritto di governare da soli il Paese. Si potrebbe così ricadere nell’incostituzionalità una volta che i risultati vengano analizzati a fondo.

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