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Infantilismo dilagante

22 Gennaio 2014 alle 17:00

Può un paese vivere la politica e il quotidiano in perenne agitazione adolescenziale, quasi ai limiti del grottesco? Eppure è così. Ho ascoltato Matteo Renzi ospite di Porta a porta. Anche se non lo voterò, mi è parso chiaro negli intenti: tornare a una vita politica normale. È stato invece accusato dall’ala recalcitrante di abominio per aver parlato con Berlusconi di cose che stanno a cuore a tutti, perché condannato. Non voglio entrare nel merito della vicenda, trovo solo singolare che essendo Berlusconi l’interlocutore riconosciuto più influente a destra si voglia adesso sollevare il problema. La ragione la conosciamo tutti, con lui la guerra deve continuare finché morte non sopraggiunga. È l’odio infantile di chi non è mai cresciuto politicamente, perché si sente defraudato di un diritto a cui attribuisce valenza giuridica, anche se è noto a tutti che chi ha giudicato manifestava lo stesso tarlo adolescenziale. Come deve continuare la guerra tra l’Inter e la Juventus, esplosa ancora una volta quando dirigenti e giocatori avevano trovato un accordo, ma questo non si deve fare perché non piace alla tifoseria votata a farsi soltanto dispetti, se non di peggio. Esempi di questo tipo li troviamo dappertutto e ogni giorno. Trovo che su queste basi comportamentali sperare uscire dal baratro in cui ci siamo cacciati sia pressoché impossibile.

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