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Tesi immigratorie

21 Gennaio 2014 alle 17:30

Trovo interessante la tesi di Angelo Panebianco sull’immigrazione. Il Politologo individua, nell’accoglienza e nella necessità di nuova forza lavoro per riempire i vuoti (economici) della denatalità due termini in opposizione inconciliabile. In sostanza per ovviare all’impasse propone di accogliere immigrati dell’est ortodossi e respingere i musulmani. Il principio è semplice. Accogliere persone più facilmente integrabili rispetto a persone di altre culture molto distanti. Sono un sostenitore della tesi espressa da Samuel Huntington che nel lontano 1993 preconizzò lo scontro fra occidente e oriente. Ciò detto mi risulta che in Italia vi sia almeno un milione e mezzo di islamici. Ricordo che negli anni settanta un migliaio o poco più di brigatisti rossi e fiancheggiatori, da aggiungere ai brigatisti neri, tenne in scacco un intero paese per oltre un decennio seminando lutti. E questi erano dei nostri, non degli estranei. Il politicamente corretto ritiene le persone tutte uguali: dal cannibale al vegetariano. Dal musulmano integralista, pur senza essere terrorista, all’animista che adora lo spirito guida e via di seguito. Reputo non conforme alla realtà questa visione del mondo, mentre trovo molto intelligente tentare di conciliare gli opposti come fa Angelo Panebianco. Mi domando se lo ius soli avrebbe un’opposizione così forte e maggioritaria se a beneficiarne fossero dei gruppi etnici culturalmente più vicini a noi. Credo di no.

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