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Bisogna rifare il sistema giustizia. Bando ai moralisti

13 Gennaio 2014 alle 16:30

La vicenda di Cota in Piemonte, uno dei gli ultimi grandi uomini leghisti pronti a combattere contro tutto e tutti, con tutti i mezzi, anche a costo di essere penalizzato come nel caso del ricorso in regione vinto dal Pd, è l'ultima perla di tragica drammaticità in cui versa il nostro Paese. Un Paese che sarebbe ricco in molti ambiti, nella sua storia antica, nell'arte, nelle materie prime, nella bontà e tipicità del cibo, nel turismo, nella lingua italiana. Un Paese che fa parte di quell'oasi felice del mondo occidentale quasi unica al mondo. Pertanto, una situazione da difendere con i denti. Invece si ha l'impressione che l'Italia stia facendo il possibile per gettare al vento la sua fortuna. A parte la crisi globale dovuta principalmente all'ingresso errato nell'euro e in una UE costruita a tavolino che non tiene conto delle peculiarità dei propri Stati membri, gl italiani fanno di tutto per cadere definitivamente nel baratro e per arretrare gratuitamente, senza una vera politica seria e non solo dal punto di vista economico. Il modello di Cota è un esempio di come l'Italia viva di scorrettezze anche in senso buono. Il punto è o si fa in modo che tali scorrettezze non esistano (sarebbe il migliore auspicio per una sana democrazia) oppure tali scorrettezze dovrebbero essere fatte scontare a 360°, da tutti e nessuno escluso. Purtroppo la politica italiana da destra a sinistra è infarcita di disonestà e atteggiamenti mafiosi. O chiudiamo un occhio nei limiti dato che l'animo italiano è fondamentalmente mafioso, oppure occorre rifare il sistema giustizia. Altrimenti non facciamo i finti moralisti. Perdiamo cosi facendo tempo e credibilità.

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