cerca

Renzi, il Pd e il sistema

10 Gennaio 2014 alle 14:45

La scanzonata, ribalda, dissacrante arroganza di un trentottenne che rifiuta di essere omologato in un alveo politico fuori dalla storia e dai nostri tempi. E’ vera gloria? Lo scontro tra la visione della società, le liturgie, somatico-politiche innate, antropologiche di quello che fu il più grande e organizzato partito comunista dell’Occidente, lo richiederebbe. Non possiamo ancora sapere come finirà, ma siamo comunque di fronte a qualcosa di cui sfugge ancora l’ordine di grandezza, perché se Renzi dovesse farcela sarebbe il tramonto di un sistema. Ovvio che svincolarsi dalle grinfie del padre padrone non sarà un rettilineo in discesa. Dovremo mettere in conto uscite e affermazioni estemporanee, commedia all'italiana, che possano suonare udibili alle vetuste orecchie, tipo le unioni civili, la Bossi Fini, la tassazione delle rendite finanziarie, la faccia feroce a Alfano, ecc. Il duello con Letta rientra nel quadro generale. Se è tattica sarà vincente, se è sostanza sarà la sua fine. Su una cosa Massimo Cacciari ha ragione: Renzi non ha ancora un vero partito dietro di sé, perché il Pd non lo è.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi