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Calatrava, mala tempora currunt

10 Gennaio 2014 alle 12:13

Capisco molto poco di architettura, ma da buon italiano provo sublime libidine a sparare sentenze su argomenti che non conosco, perciò un po' gongolo nel vedere l'archistar Calatrava sbertucciato ora anche dall'amministrazione di Valencia, dopo gli archi-ceffoni ricevuti da Venezia (un memorabile Sgarbi usò il suo scivoloso ponte come grimaldello contro Cacciari), Oviedo e Gerusalemme. In fondo lo spagnolo è specchio della società odierna: tanta immagine, tanta comunicazione, tanta estetica (tanti soldi), poca utilità, poca funzionalità e poca fruibilità di chi, quelle costruzioni, le ha pagate. A questo punto rimpiangiamo gli archi di trionfo celebrativi romani e napoleonici, anche se ultimamente c'è poco da trionfare: quantomeno in caso di pioggia, con annesso governo ladro, vi si trova riparo.

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