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Benvenuto, compagno Matteo!

9 Gennaio 2014 alle 18:00

Qualcuno ricorda ancora l’aspirante Blair italiano, nato a traghettare il PD alla socialdemocrazia e riscoprirne la vocazione maggioritaria di veltroniana memoria, col rifiuto dei suffragi della sinistra estrema e la conquista di quelli del centrodestra? Il fulmine che doveva cambiare il partito ha completato in tutta fretta la propria rieducazione neocomunista, e si diploma con l’ideona di finanziare la riduzione del cuneo fiscale “cominciando a tassare le rendite finanziarie” (come se i governi degli ultimi due anni non si fossero già dati da fare). Per dirla tutta, il neosegretario torna all’assalto del risparmio privato e del ceto medio, eterno obiettivo dell’economia socialcomunista, in continuità diretta con l’indimenticabile e un po’ brigantesco proclama di Bersani: “è ora di prendere i soldi dove ci sono”. E notare come l’eterno vizio statalista di finanziare uno sgravio con una tassa anziché con una riduzione della spesa pubblica, sia ora proposto con spudorata franchezza, a confusione del ministero in carica, che alla stessa pratica onanistica si dedica quotidianamente, ma occultandola per quanto possibile (anche per consentire ad Alfano e amici di fingere di non vedere). E la riduzione della pressione fiscale complessiva? Non sarebbe allo scopo prioritaria la design review di Cottarelli? Cottarelli chi? Berlusconi non dovrà preoccuparsi di qualsivoglia domicilio coatto: la campagna elettorale gliela fa sin d’ora il compagno Renzi.

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