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L'Italia che non approfondisce ma vuole comunque dire la sua

7 Gennaio 2014 alle 21:00

Su Corriere.it stamani è uscita la notizia che la Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia perchè non aveva accolto l'istanza, avanzata da due coniugi, di dare il cognome della madre alla figlia. Apriti cielo! Nello spazio dell'articolo c'è la possibilità di commentare e l'Italia scribacchina non se lo è lasciata scappare. Centinaia di interventi, specialmente femministi, a difesa della sentenza europea, in nome della modernità e del diritto (mettere diritto fa sempre chic e progressista), altri commenti, da parte maschile, tiepidi sulla difesa di una regola millenaria, ma pronti all'inevitabile sconfitta non appena gli opinionisti di parte avversa avessero alzato il tiro. Sono andato allora ad indagare nel corpo dell'articolo ed ho capito la profonda ragione per cui la coppia voleva il cambio di cognome per la figlia: il padre fa di cognome Fazzo e posso capire che vita piena di lazzi possa aver vissuto e quindi aver deciso per la figlia un destino diverso. Se andate sulle pagine del Corriere il paese scribacchino starà ancora disquisendo con tesi altisonanti un fatto che anche la casalinga di Voghera avrà sicuramente capito subito e meglio.

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