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Allarme: in Italia urge una vera politica d'integrazione dello straniero

3 Gennaio 2014 alle 11:45

Grazie a una politica dissennata di Letta le statistiche parlano chiaro: sbarchi triplicati in un anno, dal 2012 al 2013, centri di accoglienza al collasso. Siamo a quota 41mila (altri 600 nelle ultime ore in Sicilia). Mi domando come gli italiani residenti nelle zone più a rischio sbarco clandestini non si siano ancora ribellati. Come le cifre parlano chiaro anche le parole devono essere scandite senza remore. Qui si parla di clandestini e non di migranti. Per la maggior parte i cosiddetti "migranti" non sono mossi da disperazione alla ricerca di paradisi artificiali - come potevano essere anni fa all'inizio del fenomeno migratorio partito dal nord-Africa (guerra del pane) - e lo dimostra il fatto che i Paesi di provenienza sono differenti (Libia, Eritrea, Nigeria, Somalia, Pakistan, Zambia, Mali, Egitto). Tutti Paesi (Libia in testa) che vivono di traffico di uomini. Questa è la pura e brutale verità che deve emergere, in barba al finto buonismo di una Kyenge che ben si è adeguata ai dettami della sinistra e del finto ed irresponsabile governo Letta. Inoltre, dobbiamo riflettere sul fatto che - per quanto riguarda la Siria - a causa dela guerra civile in atto, i clandestini sbarcati nelle nostre terre hanno dititto all'asilo pollitico. In Italia serve al più presto una vera politica d'integrazione dello straniero. E' un dovere, è un allarme.

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