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Marchionne trionfa su tutti

2 Gennaio 2014 alle 10:00

Dopo l’analisi dei modi e dei tempi della strategia adottata, erompe, cristallina, inesorabile, la considerazione che riassume il tutto: “Non è certo per caso che l’America di oggi accetta l’abbraccio di Fiat, dopo aver sempre tenuto a debita distanza i gruppi, pubblici e privati, vicini ai condizionamenti congiunti di sindacato, politica e magistratura tricolore”. Le tre gambe anchilosate del sistema immobile, col contorno di una Confindustria imbelle e questuante soldi pubblici. Inconcepibile per le tre gambe che il sistema economico Italia possa dar segno di ripartire senza essere guidato, gestito e controllato da loro. L’operazione Marchionne ha una valenza culturale devastante per l’assunto, tutto nostrano, della inevitabile necessità di un conflitto perenne e insanabile tra capitale e lavoro. Conflitto fonte di sostanziose, continuative rendite di posizione non possibili altrimenti. Tutta da godere la stizzosa reazione dei biliosi congeniti e dei fantaccini mercenari arruolati per l’occasione.

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