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Delitti e castighi

2 Gennaio 2014 alle 18:00

Tempi duri per gli spregevoli simulatori che trovavano riparo dentro le pieghe del codice penale: il refrain dell’ assenza di dolo - e con essa il relativo sensibile sconto di pena - è oramai un reperto archeologico che non ne potrà più coprire le criminali nefandezze. Si scordassero di cavarsela sul luogo di lavoro perché non sfuggirebbero al “dolo eventuale”. Omettessero di prendersela con le donne perché verrebbero falcidiati dall’aggravante del “femminicidio”. Archiviassero il rituale investimento “colposo” in strada, oramai preistoria da romanzi gialli di autori senza fantasia: l’ omicidio che un tempo si faceva spacciare per colposo ha i giorni contati. Non resta loro che sfogare gli istinti assassini nelle nursery e negli ospizi: un camice bianco e qualche attrezzo medico è tutto quello che occorre. Unico rischio: dovessero fallire l’intervento per imperizia, imprudenza, dolo o colpa che fosse, una causa milionaria per la sopravvivenza del bimbo o del vecchietto non gliela risparmierà nessuno.

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