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Chi è contro la vivisezione pensi alla carne halal

30 Dicembre 2013 alle 14:00

La storia di Caterina, la ragazzina di 15 anni malata ai polmoni di una rara malattia ma che curata con test animali riesce ad andare avanti e ad avere la forza di scrivere sul web per mostrare la propria condivisione alla ricerca scientifica sugli animali, sta facendo il giro del mondo se non fosse che per la tristezza della storia stessa e del coraggio di una persona cosi giovane ma in gamba. Premetto che se oggi non si vivesse di social network tale notizia non avrebbe avuto seguito né modo di essere divulgata data l'assenza sui problemi sociali e umani da parte dei nostri governi. Ma oggi si vive di pane e rete, luogo dove si legge e si scrive di tutto, dal bene al male. Pertanto, nonostante i detrattori della ragazza, (malata), bisogna essere obbiettivi ed attenti ad ogni tipo di dibattito utile che possa crearsi. Non entro nel merito del discorso dei pro e contro la vivisezione, di per sé un atto contro natura. Mi limito ad osservare come occorra semmai essere detrattori a 360°. Se si è contro i test sugli animali allora si deve essere contro l'uso spropositato delle pellicce, i pranzi luculiani delle festività in cui e per cui viene uccisa una quantità industriale di animali per saziare i nostri palati sopraffini e mai paghi. Inoltre, "last but not least", inviterei, e concludo, a riflettere sul rito della carne halal. Invito chiunque si cibi in continuazione di kebab a pensare a quello a cui va incontro dal punto di vista gustativo, umano e religioso, oltre al fatto che ci si annulli agli altri insieme con le nostre tradizioni che al contrario deovno essere salvaguardate.

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